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mercoledì 24 dicembre 2008
.Piccolo spazio pubblicità.
![[Puppa.jpg]](https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZug2NXAz1XF_nKVzJLYc-93rYi4fvl50BfNGvx-VPiWNg1Bpl1vRlLeiTGa5K2s_YEi_JL7J3PraMrGMctz-Z2mZUmeKtb0W6KUIfWjgThuYaV8C1ApmDneY-g3QWbcLDgG8v7zOMBmPh/s1600/Puppa.jpg)
martedì 23 dicembre 2008
.Val Street Journal.
Insomma, mi hanno detto di tornare a casa, studiare e ripresentarmi più preparata, oppure rendermi conto che l'ambiente non faceva per me e lasciare perdere del tutto.
Volevo rifiutare il voto, come all'università. Anche se io in un'università non ci ho mai messo piede, al di là del fatto che nel contesto non centrava niente. Va bene, studierò e ritenterò la scalata al trenta e lode. Ok, ventotto. Ok, dai, almeno la sufficienza.
Il resto del pomeriggio, devo dire, sarebbe trascorso anche abbastanza serenamente: un paio di caffè con un paio di amici, gironzolare, tornare a casa. La mia autostima ha avuto anche un piccolo moto verso l'alto, quando mi sono accorta che gli uomini si girano ancora a guardarmi: nonostante l'inesorabile abbruttimento di questi ultimi anni, qualcosa si salva ancora o almeno così pare. Non fosse stato per il tizio strano che sul treno mi ha fissata tra due sedili per tutto il viaggio di ritorno e mi ha poi seguita fino alla macchina, mi sarei quasi convinta che valesse la pena sfoggiare un po' della femminilità che tendo a reprimere. E va be'.
Venerdì è stato l'apice: l'editore mi ha chiamata per dirmi che sicuramente non mi pagherà fino agli inizi dell'anno, che non può darmi anticipi e che non sa nemmeno se riuscirà a saldarmi l'intero importo in un'unica rata (ricordiamo al gentile pubblico che stiamo parlando di BEN 250,00 euri, sì, duecentocinquanta, siore e siori). Sul momento ho deciso non solo di non consegnare il lavoro di dicembre, ma anche di non lavorare più del tutto, senza manco avvisare. Mi terrò come compenso il computer che mi hanno passato. E che vadano a farsi fottere, non mi vedono più.
Ditemi quello che volete: che sono autolesionista, che sono pazza, che devo stringere i denti e sopportare, che sono senza lavoro del tutto ormai. Cazzo, almeno la dignità voglio salvarla. Lavoro, mi faccio il culo e devo anche sentirmi trattare così? Elemosinare uno "stipendio" (davvero ridicolo usare questa parola per una cifra così infima) che merito, che sudo, che mi spetta e che comunque non mi permette di vivere. Basta, chiudo tutto e torno davvero a fare la cameriera. Posso dire di averci provato, magra consolazione. Evidentemente non era il mio destino. Non lì almeno.
Ma poteva forse limitarsi a questo la merDavigliosa giornata di venerdì? Certo che no!
La mia adorata Bambina Bionda per la quale, ormai lo sapete, impazzisco letteralmente, ha passato l'intero pomeriggio a scacciarmi sull'onda del "vattene", ferendomi fin quasi alle lacrime, considerando il mio stato. Povera cara, evidentemente si rendeva conto lei stessa di quando la ZiaVale avesse i nervi a fior di pelle e non le sono piaciuta: è abituata a una versione di me molto più solare.
In serata mi si è ripresentato sulla soglia il tizio per il quale tengo il cellulare spento da più di un mese e che si è convinto di essere l'uomo della mia vita. La sua invadenza rasenta la denuncia e la mia pazienza ormai si è esaurita, proprio come me.
Sempre in serata sono riuscita a litigare con due cari amici, ripeto due, perchè quando hai una giornata di merda non sia mai che combini un danno solo! Con uno, per fortuna e per intelligenza, mi sono riappacificata, l'altro sta scegliendo la via del silenzio. C'è chi mi dice con con la media del 50% non dovrei lamentarmi, ma io non posso certo ritenermi soddisfatta.
Sul fine settimana sorvolo: dico solo che alla fine non solo mi sono lasciata convincere a partecipare a una festa di Capodanno, ma mi sono anche offerta di preparare la mia famosa pasta fatta in casa per quindici persone con prole più il tiramisù. Ho detto tutto.
Ieri mi sono resa conto che saltare ad agosto il mio appuntamento annuale dall'analista per il transfert non è stata una grande idea e che dovrò risolvere al più presto, quantomeno per scaricare un po' di emozioni e complicazioni in eccesso.
Oggi, se non fosse stato per quel paio di buoni amici che per fortuna ho, non sarei nemmeno uscita di casa. Anzi, avrei finito la mia mezza bottiglia e mi sarei addormentata da qualche parte in corridoio, tra il bagno e la camera da letto.
Devo dire che è strano: siamo così diversi, eppure così uniti. Ancora non mi capacito di come possano volermi così bene, mi sento fortunata. Ho rischiato del mio e stavolta pare mi stia andando bene.
Inoltre, Natale si avvicina inesorabilmente e io, come ogni anno, divento irascibile. Anche quest'anno, ovviamente, in famiglia. Anche quest'anno, ovviamente, parenti ipocriti. Anche quest'anno, ovviamente, auguri inutili. E tu che speri solo sia vero che con l'anno nuovo sarà nuova anche la vita e che non sia il solito pacco.

.Un'ora prima.
M. - Non lo so, V., è che non la capisco più... a me sembra sincera, sono confuso...
V. - Ma, hai provato a chiederti se lei ti ama davvero o se ti vuole soltanto?
M. - E che differenza fa?
V. - C'è un abisso! O ti possiede o ti appartiene: in questo sta la differenza tra volere e amare.
M. - Cazzo.
V. - Eh, cazzo sì. Altrimenti vedi che succede? Che se ti ritiene una cosa in più da avere, prima o poi si annoia e ti piazza in bacheca. Ad esempio, nel mio caso lui mi amava come io volevo essere amata: dovevo capire fin da subito che era impossibile.
M.- Be', non esageriamo...
V. - Davvero, ci sono moltissimi modi di comprare una persona, di fingere di amare per ottenere ciò che si vuole. Ma prima o poi si smascherano da soli, si annoiano del ruolo che si sono costruiti e li vedi per quello che sono realmente. Finiscono per sottovalutare tutto e mettono i piedi in fallo. E tu finisci, come è successo a me, che ti si strappa il cuore e diventi una merda.
M. - Va be', ma in fondo in fondo si intuisce che non sei merda fin nel midollo...
V. - Sì, sono un tenero cuor di merda con morbido ripieno di sciorda!
M. - Dài, che scema!
V. - Merda, sì, ma così soffice e irresistibile che viene voglia di morderla, mmm...
...
lunedì 22 dicembre 2008
sabato 20 dicembre 2008
.Merda.

.Mezz'ora dopo.
M. - Ma questo non è vero! Lo sai che non è così e che non lo faresti. E non dire il contrario, tanto io ho le prove: tu inventi favole e racconti storie, i bambini pendono dalle tue labbra, sei capace di farti ascoltare e ubbidire. Sei stata la prima estranea con cui S. ha deciso di fare la nanna... questo significa molto, lo sai. I bambini difficilmente sbagliano, sentono molto le cose...
V. - Sì, alcuni sentono freddo e vedono la gente morta...
M. - Dai, smettila di fare la scema.
V. - Non posso, io sono scema davvero.
M. - Sì che lo sei.
V. - Finalmente mi dai ragione su qualcosa.
M. - Ripensaci.
V. - M.?
M. - Sì?
V. - Vuoi sposarmi?
M. - Vaffanculo.
V. - Sapevo di poter contare su di te!
venerdì 19 dicembre 2008
.Emochecazzè.

martedì 16 dicembre 2008
.Val Street Journal.
Domenica la mia padrona di casa mi ha lasciato sulla finestra della cucina il regalo di Natale. Io, ovviamente, l'ho già aperto: è un romanzo giallo, con dedica dell'autore per giunta. Accidenti, non ho avuto nemmeno la possibilità di dirle che non mi piace e voglio un mese di affitto in abbuono...
In compenso, sabato pomeriggio sono stata rapita con l'inganno. Con la classica frase "dai, andiamo a farci un giro che è una vita che non esci" sono stata portata alla Coop. Meraviglioso. Io, Antonella e la Bambina Bionda. Ora, non so se vi sia mai capitato di girare sotto Natale e di sabato pomeriggio in un supermercato: marmocchi ovunque, allegre famigliole, single in cerca di carrelli mezzi vuoti occupati solo da cibo monoporzionato. Praticamente l'inferno. D'altronde si sa: la coop sei tu.
C'era folla, ressa e pressa, ma alla quinta volta che un tizio, di cui non descriverò le fattezze per non turbare la vostra sensibilità, mi è venuto addosso dicendo "scusa" con un sorriso da televendita, ho chiesto alla mia amica cosa avesse la gente lì. In risposta due occhi sbrilluccicosi e un sorrisetto malizioso:
- Ci sta provando.
- No, questo è rincoglionito, non sa camminare, è la quinta volta che mi viene addosso.
- No, Vale: ci sta provando con te.
- Eh? - occhi sbarrati, voce da totana.
- Essì, non sai che oggi si broccola al supermercato e ai semafori?
- Lella... mi hai portata alla coop per broccolare?!
- Essì - risatina.
- Ma sei scema? Sei sposata, hai una bambina (bionda)!
- Eh, ma mica per me...
Shock.
- Sì, sei scema: dammi la bambina, la tengo io come deterrente.
Lo so, non è bello sfruttare i bambini, ma dovevo pur tutelarmi. E nonostante la pupa sono stata comunque tamponata al banco dei salumi, al banco frigo e nella sezione biancheria per la casa. Staminchia. "Scusa"... sì, scusa un cazzo! Scusa, puoi controllarti il tasso ormonale? Scusa, puoi tenere a freno il simpatico animaletto che ti abita i calzoni? Scusa, puoi piantarla di sorridere come se fossi in overdose? Scusa, ma non vedi che ho una cazzo di bambina in braccio!?
Esterno, notte, traffico assurdo, coda al semaforo.
- Dai, LaVale, questo qui di fianco a noi ha una bella macchina sportiva, prova a vedere com'è...
- Ancora!?
- Sìsì, dai, io da qui non vedo niente...
- Nemmeno io, il finestrino della smart è tutto appannato, per fortuna.
Cvssssss... bastarda, ha abbassato il vetro.
- Sei fuori come un citofono! Cosa gli dico? - tono flirtereccio da idiota - "Ciao, la bambina non è mia..." oppure "La mia amica qui è sposata, io sono single..."
- Eh, perchè no?
- Ma per favore! Tira su il vetro.
- No, tanto non lo fai...
- Tira su il vetro, guarda che lo faccio...
- No che non lo fai...
- Lo faccio davvero, non me ne frega niente che ho in braccio tua figlia...
- No che non lo fai...
...
- Ciao, come ti chiami? La bambina non è mia...
E vabbè, siamo passate col rosso.
In tutto ciò mi è tornata l'insonnia, ma solo perchè sono in piena fase creativa. Ho cambiato idea: non scriverò più cose come "Aspettando Godé", quelli sono tempi andati. Ora il progetto è più ambizioso, muahahah...
Ve ne parlerò tra qualche ora.
E in tutto questo, sono giorni e giorni che ho in testa una strofa de "Il Ballo di San Vito" (canzone di Vinicio Capossela, per chi non la conoscesse):
"...Il cerusico ci ha gli occhi ribaltati
il curato non se ne cura
il ragioniere non ragiona
Santo Paolo non perdona..."
Ma che ne so io.

{“Morire, non foss'altro che per fregare l'insonnia”, G. Bufalino }
sabato 13 dicembre 2008
.Eureka.

venerdì 12 dicembre 2008
.La perla di saggezza 3.

.A volte ritornano.

mercoledì 10 dicembre 2008
.BLAblaBLA di LuieLei.

.La perla di saggezza 2.

.La Perla di Saggezza.

martedì 9 dicembre 2008
.Arma Natale.
lunedì 8 dicembre 2008
.L'ennesima vittima di Zompa.
.Ho cambiato idea.

.Penthotal.

domenica 7 dicembre 2008
.Casa Nuova.
