giovedì 14 gennaio 2010

.Just do it.

Nicola scrive:
Mmm...
Valentina scrive:
Ehi, ciao!
Nicola scrive:
Allora, questa NZ?
Valentina scrive:
Come stai? Speravo di cuccarti in sti giorni... Allora, la mia NZ deve aspettare un altro po': no money, non party... Però mi auguro al più presto di farcela, sto aspettando risposte per un lavoro in Svizzera, quindi un bel po' di soldini, se va bene. E voi come state lì? Che fate? Siete ancora a Auck? E il lavoro?
Nicola scrive:
Allora, siamo ancora ad Auckland
Valentina scrive:
Ok
Nicola scrive:
Laura è un po' mezza sclerata e ha voglia di viaggiare a tutti i costi e di tornare a casa. Io, ovviamente, NO.
Valentina scrive:
Cavoli... be', viaggiare sì, dai! Tornare a casa NO, ahahah, ovviamente!
Nicola scrive:
Quindi io sto aspettando una risposta per un lavoro in centro, una cosa seria.
Valentina scrive:
Ok, bene! Sempre sala?
Nicola scrive:
Restaurant Manager in un ristorante italiano di alta classe.
Valentina scrive:
AZZ! Ebbravvo!
Nicola scrive:
Tra oggi e domani mi dovebbero far sapere...
Valentina scrive:
Tifo per te!
Nicola scrive:
Se qual'ora non mi danno il lavoro, per il weekend prossimo sono nel sud dell'isola a raccogliere frutta!
Valentina scrive:
Yyyyeeeee! Come nei kibbutz! Ahahah! Vengo anche ioooo! Ma dove a sud? Hai chi ti ospita? Com'è la quasi estate lì? E soprattutto: come saranno l'autunno e l'inverno? Lo so: troppe domande come al solito, ahah, ma devo preparare lo zaino!
Nicola scrive:
L'estate è calda, ma è sempre meglio portarsi dietro una felpina... Adesso ci sono 20-22 gradi, al sole si arriva anche a 28.
Valentina scrive:
Però! Penza te che qui nevica...
Nicola scrive:
L'autunno e l'inverno non sono delle stagioni consigliabili per viaggiare, ma io ho sempre viaggiato comunque...
Valentina scrive:
Lo so... ma io non penso di farcela entro la fine della vostra estate... E comunque vedo che mi capisci!
Nicola scrive:
Nonostante le previsioni meteo!!!
Valentina scrive:
Cioè??
Nicola scrive:
Io ho sempre viaggiato, nonostante le previsioni meteo avverse.
Valentina scrive:
Certo! Anche in bermuda mentre nevica a Vienna, se non ricordo male... Ahahah! Come stai? Al di là di tutti questi dettagli, intendo...
Nicola scrive:
Io bene. Spero proprio di riuscire a prendere questo lavoro, così da diventare indipendente...
Valentina scrive:
I miss you, daahaaaaabuuuhauuuuu! Ahahah... E le cose con lei come vanno?
Nicola scrive:
...e iniziare la mia vita Neozelandese da solo...
Valentina scrive:
AZZ! Addirittura?
Nicola scrive:
Quali cose?
Valentina scrive:
...eee... con LEI... il vostro love è rinato? Però, se poi arrivo io, non sarai più da solo! Ahah!
Nicola scrive:
Direi proprio di no!
Valentina scrive:
Ti faccio un sacco di company! Giochiamo a risiko, che tanto vinci tu, ahah!
Nicola scrive:
Ti aspetto con ansia!
Valentina scrive:
Eeehsagerato! Hai fatto amicizia con qualcuno di ok lì?
Nicola scrive:
Bhe... diciamo che, anche se non ci credevo minimamente che saresti venuta in NZ, confidavo in te come persona per le tue mille risorse, per il fatto che se vuoi qualcosa vai e lo prendi.
Valentina scrive:
Buuuhuuuu! Io sono di parola!
Nicola scrive:
Devo iniziare ad aprire i miei orizzonti con le ragazze... L'ultima con cui sono uscito un paio di giorni fa... SI SPOSA A SETTEMBRE!!!!!!!!!!!!!
Valentina scrive:
Ooooh! Devo farti la maglietta!!! "Italians do it better!" e dietro (I was talk about cooking...) Hauhuahaua! Nico, sei troppo sfiguz!
Nicola scrive:
Lo so... Però spero possa nascere una buona amicizia e una forte collaborazione: sai, lei è la bar manager nel posto dove spero di essere preso! Ora devo scappare a farmi la doccia che tra un po' usciamo...
Valentina scrive:
Ok!
Nicola scrive:
Buona notte P.!
Valentina scrive:
Sentiamoci, eh, scrivimi anche se non mi trovi, tienimi aggiornataaaa! E voglio fotoooo!
Nicola scrive:
Sai, così non ti chiamo Valeria...!
Valentina scrive:
Ecco, così non sbagli, appunto! Buona giornata, Nico, ti voglio bbene assai! In bocca al lupo!
Nicola scrive:
CREPI!!!!!!!!!!!



"Anche se non ci credevo...
...confidavo in te come persona
per le tue mille risorse,
per il fatto che se vuoi qualcosa
vai e lo prendi."




Can someone give me money to run away?

lunedì 11 gennaio 2010

.Ode alla vita.


Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca, chi non rischia
e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore

chi fa della televisione il suo guru.

Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore
chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare.


Muore lentamente
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento

di una splendida felicità.


.Tappami, Levante! Tappami, se tu mi vo bene.

venerdì 1 gennaio 2010

.Anno nuovo, vita vecchia.


In questo post si parla di anni nuovi, di noie, di lelle e altre novità datate.


Anche stavolta sono sopravvissuta ai presepi, ai parenti, agli auguri, ai panettoni e ai cenoni, che non ho avuto il dispiacere di affrontare. Mi spiace per chi mi vuole male e ci aveva sperato: sarà per un'altra volta.
Il 2009 mi ha riportato due cugini quasi coetanei che credevo dispersi. Ci siamo ritrovati e per il momento non ci stiamo lasciando più. La cosa mi like.
Ho una cugina minore lesbica. E' una cosa bellissima. L'ho lasciata che aveva dieci anni e adesso è un fantastico e incasinatissimo donnino. Ed è anche carina e coccolosa, ma molto più dei pinguini che cito. Suo fratello, invece, era già molto orso panda quando l'ho lasciato e ora ha affinato la tecnica. Sono stati giorni di fusa, coccole, blablabla e ahahahah. Ci vorrebbero più giorni così. Ecco perchè entro un annetto vengo a vivere a Milano,
con loro. La cosa ci piace.
Il 2009 mi ha riportato anche un gatto, il mio, percosso e con una mandibola rotta. Rientrato a casa dopo più di due settimane nello stato di un deportato: magro che gli si contano le ossa, sporco all'inverosimile, rotto, sfinito, malato e sofferente. Pare sia stato un calcio nei denti o una bastonata, si potrebbe quasi sicuramente escludere l'incidente d'auto. Me l'hanno rimesso insieme, dicono che è un miracolato, che non si capisce come abbia fatto con una frattura di quindici giorni, la fame, la neve, il freddo eccetera. Io sono solo felice che sia tornato. Se trovo chi gli ha fatto questo, voi mi dovete denunciare per correttezza. Nel frattempo gli preparo omogeneizzati come una mamma premurosa. Al gatto.
In compenso mi sono persa un fratello non so dove: dovevo andare da lui e poi non ci son potuta andare. Poi doveva venire lui e non è venuto più. Poi l'ho chiamato e mi doveva richiamare e invece bo. Mah. Scumparzo.
Poi dovevo trovare un modo per non impazzire, divisa tra lavoro e apatia. Di scrivere pare che io non sia più capace. Di leggere nemmeno. E di dipingere non se ne parla. Così, dapprima pareva potessi reperire una tastiera aggratis, ma poi invece no. Mi sarebbe tanto piaciuto imparare a suonare il violoncello, che mi ossessiona da tempo immemorabile, e poi invece no: non è tanto lo strumento il problema, quanto trovare qualcuno in grado di dare lezioni. Così mi sono lasciata trasportare dal caso, dalla corrente, sono successe delle cose, insomma, e adesso ho a casa un violino. Ahè. Comincio la settimana prossima, yep!
La Nuova Zelanda è in pienissimo stand by: no money, non parti. Quindi ascoltiamo le 4 stagioni e restiamo in attesa di ulteriori sviluppi. Nell'attesa la 4 stagioni ce la magnamo anche, va.
Sono diventata definitivamente vegetariana. Essì, da tre mesi ormai. Tutti a sconvolgersi e a dire che è una boiata e mo vediamo quanto dura sta cosa. Manco fosse 'na fantasia da dodicenne. Che pare che uno vegetariano ci nasce e non ci diventa, mah!
- Ma perchè non ti piace più la carne?
- No, continua a piacermi. Però ho smesso di mangiarla.
- Ma già prima ne mangiavi poca?
- No, anzi: proprio al sangue mi piaceva.
- Ma come mai così di punto in bianco?
- No, ma è da sempre che ho il dilemma etico e poi tutta la storia della non violenza e della cadaverina e che gli insaccati agevolano l'incombere del morbo di Alzheimer e lo stile di vita ecosostenibile e ccetera. Poi però cedevo...
- Ma tipo che sei diventata intollerante?
- Alla carne no. Alle domande stupide sì.
- Ma il pesce?
- No, manco quello.
- Eh, ma non ti pare di esagerare? Almeno il pesce! (<---- Cos'avrà voluto dire? ndr)
- Ma mi risulta che Nemo fa parte del regno animale, sì? E vedi che il vegetariano gli animali non li mangia, proprio manco le cavallette.
- Mah...
- ...
- Ma PERCHE'?!?
Reazioni proprio esagerate, roba che manco avessi detto c'ho la leucemia o qualche altro brutto male. Ma io non so! Se uno smette di fumare mica stanno tutti lì a chiedergli perchè? con quell'aria come se fosse un fatto grave. Ci sono cose che io non sono in grado di capire.
E poi sto valutando l'ipotesi di abbandonare definitivamente l'eterosessualità e dedicarmi in toto alla patata. Prima di Natale mi sono ricordata di quanti pochi problemi mi abbia cagionato il lesbismo ogni qualvolta l'ho praticato: nessuno. Non conto un solo problema, una sola lacrima, una sola rottura. Solo tanto sano e semplice divertimento. Niente in sfavore.

Pro:
- Niente più pillola.
- Niente più rischio gravidanze.
- Niente più impotenza/cali di potenza e affini.
- Niente più eiaculazioni precoci/postume/indesiderate.
- Niente più arrossamenti da barba.
- Niente più cazzi piccoli/brutti/ridicoli o eccessivamente teneri a sorpresa (perchè quando un uomo si cala le mutande è sempre un oooh, ta-dan! a sopresa).
- Nessuno che si addormenta (e soprattutto russa/scoreggia) subito dopo.
- Orgasmi multipli (questa le vale tutte).
- Ed è solo per citarne alcune.

Contro:
- Niente birillo. Ma lo sostituiamo con esagerata facilità.

Al di là del fatto che io mi comporto con le donne come qualsiasi altro uomo medio, la patata mi pare una validissima alternativa alla solitudine e all'inesistente volontà di avere una relazione con chicchessia. Oltre al fatto che la patata è perfettamente in linea con il mio nuovo status di vegetariana. Inoltre la lesbocugi promette di portarmi a cuccare nei posti giusti che conosce lei. Sono pronta, sono easy, sono free, sono quasi più facile di due più due.
Una volta qualcuno mi disse che aveva dato all'amore un'opportunità e si sentiva pronto per qualcosa di più informale. Mi sa che oggi è così per me. In attesa di ritrovare un mio qualsiasi talento, scoprire chi o cosa sono diventata nel frattempo e tornare ad amare. Anzi, come cantava un santo omino di mia conoscenza: "Trova prima te stessa e poi il tuo strumento, trova prima te stessa: non essere stupida". Perchè la persona da amare è lo strumento tramite cui esprimiamo un amore che in realtà abbiamo già. Mediocre l'amore, mediocre lo strumento. Pessima la musica, pessimo l'amore. Incasinati dentro, incasinato accordare. E io non voglio amare in modo stupido.
La verità è che al momento mi piacerebbe avere accanto qualcuno capace di mettermi le mani sugli occhi e dirmi:
- Non pensare, smetti di guardare, per una volta concentrati sul buio, goditi il nulla che guardo io avanti per te. Troverai tutto pronto quando solleverai le palpebre. Ci penso io a te.



E soprattutto vorrei potermi fidare di queste parole. Smettere di cercare, di pensare e di correre. Fermarmi accanto ad un calore umano. Affidarmi pigramente a un qualcuno premuroso. Ricambiare. Anche solo per un po'.
Nel frattempo mi annoio. Dico che mi annoio, ma sono una bugiarda. Ho la testa piena di progetti da realizzare da qui al giorno della... morte di qualcun altro, perchè io sarò troppo indaffarata per schiattare quel dì ed è molto probabile che delegherò la pratica da sbrigare. Oppure farò come il Perozzi, il carissimo Perozzi, di "Amici miei":
- E allora levatevi dai coglioni che devo morire.
E poi supercazzolerò il prete. Con lo scappellamento a destra, obviously.
Dai, in fondo, caro il mio neonato 2010, ho messo o rimesso in pratica solo un po' di roba usata: i buoni propositi degli anni passati, alcuni mai conseguiti e mai mantenuti, anticipandone anche l'inizio in qualche caso, qualche vecchia abitudine, qualche buon vecchio vizio. Non ti propongo niente di nuovo, come vedi, mi dedicherò a un po' di sano riciclaggio. Mi dispiace per te, se dovrai annoiarti.
Però, recentemente ho ritrovato, se può farti piacere, un po' di energie, tra le scorte di biscotti e qualche scatola impolverata. Ho ritrovato un po' di ottimismo e di voglia di rimettermi in gioco.
Mi sento come la protagonista di Little Miss Sunshine, proprio uguale, proprio così. Anche se la mia famiglia, sfortunatamente, non ha mai reagito in questo modo e mai lo farà. Mi sarebbe piaciuto nascere già con il dono della parola, poter uscire dall'utero materno e dire subito:
- Ehi, ma', sono una figlia degenere, sarò imbarazzante, sopra le righe, incostante e talmente diversa da te da farti pentire a più riprese d'avermi messa al mondo. Sarò inquieta ed infelice. Incapace di darmi pace e di adeguarmi, di accontentarmi, sempre presa a setacciare sabbia in cerca dell'oro.
Vorrei dire che il buon proposito di quest'anno sarà smettere di aspettare che passi la tempesta e imparare a ballare sotto la pioggia battente, così da farmi trovare pronta quando tornerà un giorno di sole.
Sul palco mi ci hanno sbattuta mio malgrado, la società mi guarda e dissente, ma io faccio quello che cazzo voglio e mi ci diverto pure, vado serenamente incontro alle mie figure di merda future. E anche se non sarò mai come la fetta perfetta, come la maggioranza, so da sempre di avere diritto al mio piccolo spazietto anch'io, come tutti. Così combatto da sola. Aspetto solo qualcuno che capisca appieno il dono della libertà. Libertà di esprimersi e di vivere e di amare. Chi vuole salire e ballare con me?
Chi vuole libertà da condividere a vagoni e tante risate? Chi vuole semplicità? Chi mi vuole amare?


martedì 29 dicembre 2009

.Ecco.

E speriamo che sia un 2010
pieno di ammore per tutti, che ce n'è tanto bisogno.



Superpeace, yeeeeah!

sabato 19 dicembre 2009

.Il medio è la risposta.

Caro Babbeo Natale, io ti odio.
Ti odio seriamente e intensamente e immotivatamente, tanto quanto amo quello stronzo che tu sai. Però fa niente.
Ti pregherei quest'anno di portarmi nulla, come al solito (anche perchè tu più che altro porti male), se non le sue labbra su un piatto d'argento. E non fare come il cacciatore ricchione di Biancaneve, che se è selvaggina io me ne accorgo subbito.
L'inverno sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande lo sai che non mi va?
Stai tranquillo: per l'anno nuovo ho interi gomitoli di buoni propositi. Cardati a mano, mica pizza e fichi. Ieri mi sono fatta prestare due uncinetti e i ferri da maglia, quelli grossi che faccio prima, e ho detto a mia madre:
- Stai serena.
Non ci ha creduto. Ha fatto bene.
- Valentina, lei dovrebbe mettere la testa a posto, ormai ha ventitre anni è ora che inizi a pensare concretamente al futuro senza tutti questi voli pindarici, insomma, con serietà. Costruirsi un futuro, tornare a studiare, farsi una posizione. Smettere di tentare la fuga, in generale.
"Smetti di andare nella direzione opposta e comincia a correre verso ciò che desideri veramente: tu vedi la luce e, come l'ombra, istintivamente t'allontani".
Wrong way. Come su Colin Mcrae, quando giocavo anni e anni fa, ho una scritta rossa lampeggiante di fronte. Jump ahead! Ennesimo salto nel buio.
Studiare, farsi una posizione, un futuro... ah-ah-ah! Tanto la posizione, laureati sì o laureati no, sempre quella è: prona. Prestatemi i vostri vecchi libri del liceo e studierò e avrò una cultura, ma senza pagare privatamente qualche stronzo che me l'insegni. Imparo da me, che è l'unico modo che conosco per imparare quacchecosa su carta.
Caro Babbeo e tutta la mia voglia di partire? Tutta la mia voglia di fuga in Oceania eccetera? C'è ancora. C'è tanto, tantissimo, issimo. Anche se sono cresciuta ascoltando Battisti e mi ripetevo fino alla nausea "di non sognare la Nuovissima Zelanda". Il mio amico là dice che non trovano lavoro e sono un po' alle strette: non mi sparo millemila chilometri per ritrovarmi in una situazione di merda bis. Dice che poi, dopo Natale, con l'anno nuovo, magari si spostano a sud e vedono cosa riescono a fare. Per ora è più prudente che io resti qui, ovviamente. Ok.
Come inganno il tempo nell'attesa? Potrei accettare i ripetuti inviti ad uscire col giardiniere skin, tanto per fare qualcosa? Il numero ce l'ho, non l'ho chiamato nè incoraggiato, ma continua a sorridermi anche con le orecchie. Cosa non si fa per solitudine, per raccattare un po' di contatto umano e non sentirsi totalmente isolati dal resto del mondo? Eppure non lo farò: piegarmi mi fa ribrezzo, è una debolezza peggiore dell'apatia e dell'indolenza, cui ormai sono abituata. Frangar non flectar. Sì, me lo tatuerò.
Cos'altro vuoi, caro Babbeo Natale? Guardo la mia nipotina crescere e mi dico che un giorno vorrò essere la zia numero uno, pur'anche se non siamo parenti. Vorrei che lei mi ammirasse più di ogni altra persona di non famiglia al mondo. Soprattutto, caro Babbeo, vorrei diventare una donna per cui un giorno qualunque, una mattina futura X, guardandomi allo specchio appena sveglia con le caccole negli occhi e l'alito da fogna, proverò rispetto. Una persona soddisfatta. Sono ancora una malinconica con l'aspirazione di diventare una donna felice.
Le persone che conosco sognano l'amore, anzi, l'Amore. Io no, ma mi sa che quello è perchè io amo a prescindere, in maniera stupida e struggente, tipo carta vetrata e miele.
- Io ti amo.
- Ma io no.
- Vabbè, fa niente, io ti amo lo stesso.
- Sì, ma io ti tratto male e non ti caco e non c'è speranza.
- E che differenza fa? Io ti amo per quello che sei, mica per quello che mi dai.
- Ma...
- Sì, lo so: sei ipocrita, stronzo, falso, paraculo e anche faccia di bronzo.
- Eh.
- La parte razionale di me lo sa. Ma la parte di me che ti ama è quella irrazionale, che vuoi fa?
- Sì, ma...
- Eh, niente ma. Io tutte le cose belle che vedevo in te, continuo a vederle perchè quelle ci sono al di là di quello che vivo io, quindi non c'è niente da fare. Io amo quelle cose lì, quelle cose che non dipendono nè da me nè da te, che sei fatto così. Quelle cose lì sono immutabili, e' capì?
- Quindi?
- Quindi ti amo immutabilmente, pure se non ci si caca più e tu si strunz e non mi fido. Però comunque tu mi like.
Cose idiote così. Sono fedelissima hai sentimenti inutili, io.
E cosa dire, allora? Cosa fare? Vabbè: mi informo, che sono ancora in tempo con l'età, sui finanziamenti a fondo perduto e mi apro una gelateria, poi se faccio i soldi a settembre parto e torno a maggio. Oppure apro una caffetteria con annessa libreria e mi sistemo per la vita e non parto più. Oppure apro un negozio di vestiti in società con un'amica e ogni tanto mollo tutto e me ne vado ma poi torno. Oppure mi dedico al ramo delle pompe funebri, che la gente continuerà a morire, come a mangiare e a vestirsi, che poi a me le facce tristi vengono benissimo. O magari mi apro una fattoria: mi compro una mucca, un ciuccio, tre galline, un cavallo e via. O magari potrei finalmente prendere lezioni di pianoforte/violoncello/pittura (che affiniamo la tecnica) e vivere d'arte, ahahah. Potrei diventare, chessò, un'arredatrice di tinelli, una spazzolatrice di canarini, dedicarmi al lavaggio delle pensiline del tram.
Gomitoli, interi gomitoli, come vedi. Voglia di fare ce n'è, il punto è COSA.
- Il problema è che io vorrei fare tutto, per sempre: la vita è troppo breve per essere vissuta.
- Be', magari si può fare tutto, ma non per sempre.
Questa cosa continua a girarmi in testa. La verità è che sono incapace di risolvermi, di scegliere. Come si fa a decidersi, a fare una cosa sola per tutta la vita? Io non ce la faccio, lo trovo annichilente, ho necessità di cambiamento perenne: l'immobilità mi uccide. Capossela dice che di quantità ce n'è da perdere la testa. Ed è vero. All'atto pratico, non ho i mezzi per fare niente, ma se li avessi? Se ne avessi la possibilità, cosa farei davvero? Se domani mi ritrovassi, diciamo, con in tasca 30.000,00 euri in gettoni d'oro, come li investirei? Che ne farei? Come fanno le persone a saper rinunciare?
- Ah, io comprerei la macchina nuova.
- Io li investirei per la casa.
- Io ci andrei in vacanza.
- Io li metto in banca al sicuro.
E allora sarebbe questo? E' questo? La casa, la macchina, le vacanze? Nessuno ha voglia di qualcosa di più?
- Valentì, ci sono cose che non puoi capire, ma questo è normale perchè tu sei così piena di vita che certe cose non le riesci proprio a concepire.
E allora, caro Babbeo Natale, se proprio devi venire a rompermi il cazzo anche quest'anno, fa una cosa buona: portami via un po' di vita. Suicidami un po', affettami un rene, prenditi la milza, uccidimi un polmone, va bene anche una lobotomia, un'epidurale al cervello. Donami la banalità, desideri comuni e avvilenti. Dammi del sesso da matrimonio che non ricorderò e un uomo che mi sorride infedele. Portami la voglia di sconquassarmi di parti l'utero, di inchiodarmi a quattro muri, che pagherò col sangue per il resto dei miei giorni, di prendere sempre la stessa casa in affitto al mare e non cambiare mai la station wagon. Consegnami allo spirito di abnegazione, cancella la mia voglia di fuga di fronte all'infelicità, dammi la certezza di una vita già vissuta e collaudata da migliaia di zombie prima di me, così che io possa illudermi e bearmi di una felicità che non esiste. Portami desideri che non voglio, desideri già espressi e realizzati, desideri senza fantasia nè volontà, desideri abitudinari.
Non voglio niente quest'anno, caro Babbeo Natale, proprio niente, come al solito. Solo un po' di ansia di vivere in meno.


mercoledì 9 dicembre 2009

.Lettera a Qualcuno.

Caro Qualcuno,
gli anni passano e l'unico modo decente che io conosco per comunicare con le persone che amo restano sempre le parole scritte. Verba volant eccetera. Ma soprattutto io a parole parlate mi esprimo male, non solo in maniera sgrammaticata, ma proprio male perchè parlo a ruota libera e senza pensare e non ho il tempo di fermarmi per rileggermi ed eventualmente correggermi. Così quando parlo finisce che non riesco mai a dire tutto quello che penso e che sento o lo dico male o poi alla fine evito di dirlo perchè mi sento ridicola/inadatta/dislessica/idiota. Allora scrivo. In maniera prolissa, devo ammetterlo, ma efficace. Almeno credo.
E' che poi io e te ci si vede dopo secoli e allora ci si chiede com'è che si invecchia a distanza e perchè mi fa spece specchiare le mie rughe nuove nel tuo vecchio cuore e viceversa. E allora mi ricordo di quando eravamo bambini e giocavamo a guardie e ladri e se non capitavamo nella stessa squadra uno dei due si faceva male di proposito, perchè era l'unico modo per saltare il turno e non giocare. Che poi noi volevamo sempre fare i ladri che le divise non ci son mai piaciute. E infatti nemmeno volevamo stare divisi.
E poi non lo so cosa mi prende oggi, ma è un periodo strano. E' uno di quei giorni che mi sveglio e non ho fame e non mangio per tutta la giornata e sento la fiacchezza nelle gambe e vorrei lasciarmi svenire in un angolo, ma con piacere. Uno di quei giorni in cui vorrei bere caffelatte e mangiare pane posso, come quando facevo colazione a casa dei miei nonni da bambina. Oppure saltare dal punto più alto del fienile sull'erba secca e ritrovarmi le spighe che pungono anche nelle mutande. O sentire la legna che scoppietta nella stufa economica. O avere un fazzoletto in testa e le dita viola di succo e di sangue per aver raccolto troppe more nel roveto. O sentire la voce di mio nonno che mi intima di smetterla di saltare sui sassi viscidi del torrente perchè rischio di farmi male. E andare a tuffarci alla cascata in quella che per noi era una piscina e anche una vasca da bagno. E vorrei ancora cercarti per ore anche se so benissimo che ti sei nascosto al pozzo delle volpi. E vorrei ancora arrampicarmi sul melo e sparire per un po' tra le foglie verde smeraldo e il sole che filtra fra i rami fitti. E fare le ombre cinesi sui panni stesi al sole in terrazzo e restare accecati dal sole che si riflette sulle lenzuola bianche. E costruirci delle canne da pesca con i rami secchi e un po' di spago, illudendoci che sia sufficiente una foglia per acchiappare qualche trota. E andare a raccogliere le castagne e le nocciole senza perderci nel bosco, che è casa. E trovare le prime primule e portare tutti quelli che conosciamo a vederle perchè così si sa che è già primavera. E scappare di corsa dalle stalle quando una vacca muggiva troppo forte o un asino scalciava. E nasconderci al lavatoio per vedere la vecchia matta che tira il collo alle galline e poi dire "Ooh, oddio che schifo, che male, che brutta fine!". E annoiarci a morte quando ci toccava sistemare l'orto e strappare le erbacce. E divertirci da matti quando dovevamo trovare le uova. E guardare i conigli nati a primavera e mettere un dito nella gabbia per toccarli e farsi mordere e poi dire che ci siam chiusi le dita nella porta perchè altrimenti ci sgridano. E raccogliere crocus e margherite e papaveri e ranuncoli, ma evitare il tarassaco perchè "è il fiore del diavolo". E farci venire il mal di pancia a furia di succhiare nettare dall'erba cucca. E schiacciare le foglie secche e restare a bocca aperta sotto la pioggia o la neve, però evitare le pozzanghere perchè che schifo. E far saltare i sassi sull'acqua calma del laghetto, che tanto io sono più brava di te. E prendere le lucertole sui muretti di sasso seccati dal sole e se andava male restare a guardare la coda che si contorceva. E se tu hai perso un guanto puoi mettermi una mano in tasca, però aspetta che sposto le caramelle dall'altra parte. E sbucciarci le ginocchia rotolando giù dalla riva erbosa del prato. E dormire sull'amaca, io di qua e tu di là. E tirarci le palle di neve, ma non ghiacciate che quelle fanno male. E fare a gara a chi piscia più lontano, anche se tu hai cinque centimetri di vantaggio perchè hai il pisello e io no, però io piscio in piedi come i maschi lo stesso. E tu che fai a pugni per difendermi da un cretino. E io che tiro le trecce a una cretina che ti prende in giro. E tutti e due che finiamo in castigo dietro la lavagna, ma siamo felici lo stesso perchè siamo insieme. E fare il corridoio in scivolata sulle ginocchia quando nessuno ci vede. E dividerci pane burro e marmellata perchè tanto tu ti dimentichi sempre la merenda da qualche parte. E tu che mi dai mezzo tubo di caramelle morbide alla frutta la volta dopo, per ricambiare. E se tu mi abbracci io un po' mi vergogno però tanto qui nell'erba alta non ci vede nessuno allora possiamo anche starcene qui così per un po'. E poi secondo me quella nuvola lì sembra proprio un coniglio, altro che elefante. E non farmi il solletico altrimenti me la faccio addosso. E se stai fermo le api non ti pungono, ma sti cazzi che mi allontano lo stesso. E correre fino a restare senza fiato e bere l'acqua alla sorgente. E oddiooddio, quello è un cervo vero altro che Bambi, non far rumore.
E poi io che me ne vado, noi che si cresce, tu che mi racconti e io anche. Noi che ci si perde e poi ci si ritrova. Tu che parti e io che resto. Tu che torni e io che sto bene. Tu che riparti e io che sono felice per te. Tu che torni e a me piace. Tu che mi ami e io che no. Tu che riparti e io che non so. Tu che torni e forse adesso parto io, ma da un'altra parte.
Insomma, cose così. Le costanti siamo tu e io, sono solo le circostanze che cambiano, ma tanto quelle cambiano sempre e lo sappiamo. Però io e te siamo costanti, questo è già qualcosa, meglio di niente. Anzi, direi che è molto. Ma lo dico solo io e io voglio cose diverse da quelle che vuoi tu, mica come quando ci litigavamo gli smarties rossi. Per cui ora, per favore, davvero, finiamola. Alla fine di tutti i discorsi fatti, io continuerò a tornare a te e tu a me, solo perchè ci viene naturale. Ed è bello anche così, pure se non ha un senso comune. Perchè alla fine un senso ce l'ha.
Mi sa che ho finito.